Fernand Braudel Center, Binghamton University
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171,
15 ottobre 2005
La
colata di fango
Il regime di Bush è nel mezzo di una colata di fango
politica, a livello sia nazionale che internazionale. Due colate di fango
geologiche quasi simultanee che si sono verificate in questo mese – una in
Guatemala e una in Kashmir – ci hanno ricordato quanto sono terribili. Una
volta cominciate, non possiamo fare quasi nulla per fermarle. Possiamo solo
raccogliere i morti e i superstiti dalla devastazione che resta.
Per Bush, i segnali di avvertimento è da un po’ che ci
sono. L’occupazione dell'Iraq è andata peggiorando costantemente – più vite perse
ogni mese, e uno stallo politico sulla costituzione, quale che sarà il
risultato del voto. L’appoggio popolare negli Stati Uniti è andato calando. Il
prezzo della benzina in aumento è stato notato da tutte le famiglie, e il
livello della spesa pubblica in aumento è stato notato specialmente dai
conservatori fiscali repubblicani. Quando l’uragano ha colpito, l’incompetenza
del regime di Bush è stata evidente a tutti. Se tutte le altre cose fossero
andate lisce, il danno politico avrebbe potuto essere marginale. Ma tutte le
altre cose non sono andate lisce.
Poi è venuta la nomina alla Corte Suprema di Harriet
Miers. Personalmente, non dubito che sia quello che Bush dice, una persona che
condivide il suo punto di vista politico, e quindi per lui una scelta logica. Ma
Bush ha sollevato un vespaio fra la sua cosiddetta base – la destra cristiana
negli Stati Uniti. Vediamo perché fra i sostenitori di Bush c’è stata una
reazione così negativa contro la Miers, e perché Bush potrebbe averla nominata.
La destra cristiana ha sempre tenuto d’occhio Bush, mai
davvero sicura che sia uno dei suoi. Però ha nascosto tutti i suoi dubbi
(ultimamente sul fiasco iracheno, l’alto livello della spesa pubblica, e la
risposta agli uragani) perché voleva da lui soprattutto una cosa – la nomina
alla Corte Suprema di un giudice che riformasse la storica decisione
sull'aborto, Roe v. Wade. La destra cristiana aveva cattivi ricordi sia di
Reagan che del padre di Bush, che nominarono giudici (Kennedy e Souter) non
disponibili a riformare Roe v. Wade. Questa volta voleva una scelta garantita. E
senza dubbio ci sono a disposizione diversi eminenti giuristi che avrebbero
soddisfatto questa pretesa.
Bush non ha scelto nessuno di questi giuristi. Per
occupare questo posto ha scelto invece una persona a lui associata da molto
tempo, e attualmente sua consigliera legale ufficiale. Perché? Probabilmente ci
sono diverse ragioni. Bush sapeva che la nomina di qualcuno dell’elenco
desiderato dalla Destra cristiana avrebbe portato all’ostruzionismo in Senato. E
non era sicuro, dato il suo calo nei sondaggi, che avrebbe vinto la battaglia. Una
sconfitta al Senato deve essere sembrata più di quanto potesse rischiare. Non
sapremo mai se il suo calcolo al riguardo sia stato giusto.
La seconda ragione può essere stata che Bush si sta
preoccupando per diversi casi che finiranno di fronte alla Corte Suprema nei
prossimi tre anni, riguardanti non l’aborto ma le proprie decisioni come
presidente. E probabilmente voleva avere un voto sicuro su questi problemi, cosa
che la Miers sembrava offrirgli (con più sicurezza forse di qualunque giurista
antiabortista che la Destra cristiana voleva nominasse). Inoltre in realtà la
Miers piace all’altra parte della sua base, il mondo degli affari, che ha avuto
lunghi legami con lei e la vede come affidabile sui problemi che lo riguardano.
L’ultima ragione sicuramente deve essere stata che
pensava di passarla liscia con la Destra cristiana, credendo che si sarebbe
“fidata” di lui. Ma la Destra cristiana non si fida di lui. Avrebbe potuto
fidarsi di lui ancora un anno fa, ma ora non più. E naturalmente, il fatto che
ora stia lanciando una grossa campagna contro la Miers, sperando di costringere
Bush a ritirare la candidata, non fa che accelerare la colata di fango. Le
elezioni del 2006 stanno arrivando. E i segni sono chiari. Negli stati in cui i
repubblicani speravano di cacciare i senatori democratici, i loro candidati
“più forti” stanno rinunciando a concorrere, temendo chiaramente di perdere. Questo
nervosismo ora pervade i membri repubblicani del Congresso, e rende ancora più
difficile a Bush ottenere qualsiasi cosa che voglia. Il fatto che il senatore
McCain possa ottenere un voto di 90 contro 9 al Senato su una proposta
antitortura implicitamente molto critica verso l’amministrazione Bush, e contro
la quale Bush si è attivamente opposto, è una misura di quanto debole sia
diventata la posizione del presidente nel suo stesso partito.
Le colate di fango politiche sono situazioni in cui
qualsiasi cosa tu faccia, perdi. Se Bush avesse nominato uno dei giuristi che
la destra cristiana voleva, avrebbe perso. Ma ha perso anche evitando quel
pericolo, e nominando Harriet Miers. Quanto devastazione questa colata di fango
causerà nella politica americana, lo vedremo presto. Ma naturalmente, avrà
conseguenze anche sulla posizione degli USA nell’arena politica mondiale. Il
referendum costituzionale iracheno è un’altra situazione in cui Bush è caduto
da cui è impossibile uscire bene, ed è troppo tardi per ritirarsi. Tornerò su
questo, dopo che avremo i risultati esatti.
Immanuel Wallerstein
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