Fernand Braudel Center, Binghamton University

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198,  1 dicembre 2006

Lezioni? Vietnam, Indonesia e Iraq

George W. Bush ha appena visitato Vietnam e Indonesia. Lui stesso e la stampa in generale hanno usato l’occasione per riflettere sulle “lezioni” della guerra del Vietnam, intendendo quali fossero le sue implicazioni per la politica degli USA in Iraq. Sarebbe potuto essere più utile riflettere sulle lezioni dell’Indonesia, e sulle diverse accoglienze che Bush ha ricevuto nei due paesi.

Il Vietnam oggi è uno dei pochi paesi al mondo in cui il servizio segreto americano permetterà a Bush di viaggiare in un corteo di automobili aperto al pubblico. Mentre era lì, Bush ha detto che la guerra del Vietnam dovrebbe insegnare agli USA la pazienza. In una citazione che ogni agenzia giornalistica ha ripreso, ha aggiunto “Avremo successo a meno che non ci arrenderemo.”

Solo George W. Bush avrebbe potuto dire che la lezione da trarre dal Vietnam per l’Iraq è che gli Stati Uniti avranno successo a meno che non si arrenderanno. Dato che, come perfino lui dovrebbe sapere, gli Stati Uniti in Vietnam si arresero. Il commento di Bush sarebbe dovuto essere una denuncia di Gerald Ford per essersi arreso, per non avere avuto la pazienza di vincere? O era solo una sciocca riaffermazione della sua linea irachena alla “tireremo diritto”, malgrado quel che accadde in Vietnam?

Quali sono le lezioni più ovvie da trarre dalla lunga guerra in Vietnam? Una è che gli Stati Uniti furono sconfitti da una piccola nazione che non poteva nemmeno cominciare a eguagliare la sua forza quanto ad armamenti. La seconda è che la lunga guerra con il Vietnam lacerò il popolo americano e minò in modo importante la forza economica a lungo termine degli Stati Uniti. La terza è che, malgrado tutto ciò o forse appunto perché il Vietnam sconfisse gli Stati Uniti, oggi questo paese è uno di quelli più amici degli USA, anzi uno dei pochi paesi suoi amici tout court.

La ragione apparente per cui gli Stati Uniti combatterono in Vietnam era per opporsi al comunismo e assicurarsi che non ci fosse alcun “effetto domino” comunista nel sudest asiatico. Beh, il partito comunista ancora oggi governa il Vietnam, e in realtà è amico degli Stati Uniti. E non ci fu alcun effetto domino. Così, perché gli Stati Uniti sacrificarono tutte quelle vite e tutte quelle risorse finanziarie? Forse sarebbe stato più sensato innanzi tutto non farsi coinvolgere.

Il presidente Bush è passato in Indonesia, dove ha passato poche ore, chiuso in un palazzo del governo. Niente cortei di automobili – troppo pericoloso; neanche un pernottamento – troppo pericoloso. Così esaminiamo la politica degli USA in Indonesia. Lì, a differenza del Vietnam, l’intervento degli USA fu “un successo”. La CIA aiutò a organizzare il rovesciamento di Sukarno, uno dei leader delle potenze mondiali “non-allineate” – uno che gli Stati Uniti ritenevano fosse troppo amico dell’Unione Sovietica. Al suo posto il padrone divenne un generale di destra, Suharto, che si dedicò prontamente a una strage di massa del partito comunista indonesiano, il più grande del mondo al di fuori degli stati in cui tale partito costituiva il governo.

L?Indonesia è anche lo stato con la maggiore popolazione musulmana al mondo. L’islam indonesiano ha fatto parte, per gli standard mondiali, di una varietà abbastanza “moderata”. Ma dopo la caduta del governo secolare di Sukarno il governo indonesiano sentì il bisogno di tenere conto delle opinioni politiche dei partiti musulmani. E in Indonesia vi è stato l’effetto “domino” che in Vietnam non si verificò mai. Solo che l’effetto domino è venuto dalla politica degli USA in Iraq. In questi giorni molti indonesiani, forse la maggior parte di loro, vedono gli Stati Uniti come un nemico dell’Islam, e sono molto arrabbiati. Se a Jakarta ci fosse stato un corteo di automobili, probabilmente sarebbe stato preso a sassate. Così i servizi segreti l’hanno bocciato.

E allora quali lezioni ricaviamo? Nel 2006 uno dei pochi governi comunisti che restano al mondo è un amico, parlando in termini relativi, degli Stati Uniti. E il paese dove abbiamo organizzato l’eliminazione del partito comunista è un paese in cui per il presidente degli USA è fisicamente pericoloso mettere piede.

Il presidente americano che fra vent’anni visiterà l’Iraq avrà il tipo di accoglienza che George W. Bush ha avuto in Vietnam, o quella che ha avuto in Indonesia?

by Immanuel Wallerstein

Traduttore: Luca Tombolesi

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