Fernand Braudel Center, Binghamton University
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221, 15 novembre 2007
Che vuole Putin?
La domanda “cosa vuole Putin”
equivale a “cosa vuole la Russia”? La risposta penso sia che le risposte alle
due domande sono piuttosto simili. In ogni caso Putin non è stato affatto
restio a dirci cose vuole per conto della Russia. Di recente ha usato due
conferenze europee ad alto livello per esplicitare esattamente quali sono le
sue preoccupazioni. La prima volta è stata il 2 ottobre 2007 nel suo discorso
alla 43ª conferenza di Monaco sulla politica di sicurezza, alla presenza del
cancelliere tedesco Angela Merkel. La seconda è stata a una conferenza stampa
successiva al vertice dell’Unione europea a Lisbona il 26 ottobre.
Putin ha aperto le sue
osservazioni a Monaco dicendo che avrebbe evitato una “eccessiva educazione” e
avrebbe detto “quello che penso davvero sui problemi della sicurezza
internazionale”. Ha cominciato il discorso con una valutazione e una critica
della politica estera USA. Ha definito l’idea di un mondo unipolare
“perniciosa” non solo per gli altri ma
per lo “stesso sovrano”. Il modello unipolare è non solo “inaccettabile ma
anche impossibile nel mondo di oggi”.
Putin ha parlato del crescente
disprezzo per i principi fondamentali del diritto internazionale, e ha detto
che “prima di tutto gli Stati Uniti hanno oltrepassato in tutti i sensi i loro
confini nazionali”. Ha detto che questo è “estremamente pericoloso”. Ha
insistito che l’uso della forza può essere giustificato solo se “sanzionato
dall’ONU” e che non si può “sostituire all’ONU la NATO o l’UE”. Ha messo in
guardia in particolare contro la “militarizzazione dello spazio cosmico”. Ha
ricordato a tutti un discorso del 17 maggio 1990 in cui il segretario generale
della NATO di allora, Manfred Woerner, dava alla Russia “una ferma garanzia
sulla sicurezza” che la NATO non avrebbe piazzato un suo esercito “al di fuori
del territorio tedesco”. Putin ha chiesto: “Dove sono queste garanzie?”
Poi è passato alla questione
della lotta contro la povertà nel mondo. Ha affermato che le risorse che
vengono allocate a questi fini sono legate allo sviluppo delle aziende del
paese donatore. “E diciamo le cose come sono – una mano distribuisce aiuto
caritatevole e l’altra non solo preserva l’arretratezza economica ma ne
raccoglie anche il profitto.”
Putin è stato ancora più
provocatorio a Lisbona, dove ha detto che la politica USA in Europa, e in
particolare le proposte americane di installazioni missilistiche, erano
analoghe alla crisi dei missili cubana. “Una minaccia viene piazzata ai nostri
confini.” Dopo aver fatto questa analogia, ha detto che ora non c’è una crisi
del genere per via dei mutati rapporti della Russia con l’Unione europea e con
gli Stati Uniti. Ha aggiunto (con un sorriso?) che “con il presidente Bush,
questo è un rapporto di fiducia. Penso di avere il diritto di chiamarlo un
amico personale, come lui mi chiama.”
Putin ha detto con chiarezza agli
Stati Uniti e all’Europa che se vogliono un rinnovo della corsa agli armamenti
in Europa, possono averlo. Ma che altrimenti devono riconsiderare la loro
politica attuale. Putin tuttavia non punte su questo. Perché è sicuro che la
situazione geopolitica sta mutando rapidamente, a causa della trasformazione
dell’economia-mondo.
Putin ha evidenziato che il PIL a
parità di potere d’acquisto combinato di India e Cina è già maggiore di quello
degli Stati Uniti. E se si fa lo stesso calcolo per i cosiddetti paesi BRIC –
Brasile, Russia, India e Cina – questi superano il PIL cumulativo dell’Unione
Europea. E ha aggiunto “secondo gli esperti questo divario in futuro non farà
che crescere”. Come ha detto Putin, è ovvio che questo potenziale economico
sarà “inevitabilmente convertito in influenza politica e rinforzerà la
multipolarità”.
Putin ha perfino offerto la
carota economica. Ha evidenziato che “aziende straniere partecipano a tutti i
nostri maggiori progetti energetici”. Nell’estrazione del petrolio, il 26%
viene effettuato da capitale straniero. “Cercate, cercate di trovarmi un simile
esempio in cui aziende russe partecipano ampiamente in settori economici chiave
in paesi occidentali. Esempi del genere non esistono! Non ci sono esempi del
genere.”
Putin vuole, come i russi hanno
voluto da secoli, essere accettato come uno degli attori principali nel
sistema-mondo. Ovviamente sente che gli Stati Uniti, e perfino l’Europa
occidentale, hanno usato l’interludio di Eltsin per ignorare la Russia. Sembra
sicuro che la marea ha cambiato direzione, in primo luogo per i mutamenti
nell’economia-mondo. E, sicuro del futuro, Putin fissa le sue condizioni.
Sembra chiedere all’Europa una cooperazione attiva, e agli Stati Uniti una
tregua militare de facto. Nel prossimo decennio vedremo quanto tali politiche
avranno successo.
Immanuel Wallerstein
Traduttore: Luca Tombolesi
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